RADIO UAU (R)_4267x4267

FABIO MASERATI, UN VUOTO DIFFICILE DA COLMARE

Di Emilio Luigi Boccalini

Ci sono persone che entrano nella tua vita attraverso la musica e, anche se le conosci da poco, riescono a lasciare immediatamente una traccia profonda. La scomparsa di Fabio Maserati lascia oggi un vuoto nel mondo della musica, dei club e della radio, ma soprattutto tra le tante persone che negli anni hanno avuto modo di incontrare la sua passione, la sua disponibilità e quella particolare capacità di entrare in sintonia con gli altri che lo rendeva una persona speciale.

Fabio era prima di tutto un dj, ma sarebbe riduttivo fermarsi a questa definizione. La sua era una conoscenza musicale costruita nel tempo, attraverso l’ascolto, la ricerca, i club e una curiosità che sembrava non avere confini. Conosceva la musica dance e il mondo dei club con una profondità non così comune, sapeva riconoscere un brano, un suono, un’epoca e soprattutto sapeva raccontare la musica. Non era semplicemente qualcuno che metteva dischi: la musica per lui era un linguaggio, un modo per comunicare e per creare connessioni.

Ed era proprio questa cultura musicale a rendere particolarmente piacevole incontrarlo e ascoltarlo. Con Fabio si poteva parlare per ore di house, dance, produzioni, dj, locali, generazioni musicali e di tutto quello che ruotava intorno a quel mondo che aveva attraversato con entusiasmo e competenza. Ma ciò che colpiva ancora di più era il suo modo di condividere quello che sapeva. Nessuna ostentazione, nessuna voglia di sentirsi superiore: al contrario, una grande generosità nel mettere a disposizione degli altri conoscenze, ricordi, musica e punti di vista.

Quella generosità andava di pari passo con una forte empatia. Fabio aveva la capacità di ascoltare e di capire chi aveva davanti, creando rapidamente una sintonia che sembrava naturale. È una qualità preziosa, soprattutto in un ambiente come quello musicale, dove spesso protagonismo e competizione rischiano di prendere il posto della passione. In lui, invece, la passione sembrava venire prima di tutto il resto.

Negli ultimi mesi aveva portato questa sua identità anche a Radio UAU, con la trasmissione “Ma che ne sanno i 2000”, un appuntamento dedicato a quella dance e a quell’immaginario musicale che conosceva così bene. E proprio da quel mondo nasceva anche il suo “Ma che ne sanno i 2000 Mix”, un viaggio musicale attraverso brani, atmosfere e ricordi capaci di parlare a chi quella stagione l’aveva vissuta, ma anche a chi l’ha scoperta dopo.

Personalmente ho avuto la fortuna di condividere con lui cinque appuntamenti nella mia trasmissione Beat Box. Ci siamo conosciuti soltanto un anno fa, ma è bastato poco per capire quanto fosse forte l’affinità musicale. Cinque volte davanti a un microfono sono state sufficienti per far emergere quella sintonia che non si può costruire a tavolino: nasce dalla passione comune, dalla conoscenza della musica e dalla capacità di lasciarsi trasportare da quello che sta succedendo in quel momento. Più che cinque semplici ospitate, sono stati cinque momenti nei quali la musica ha fatto da collante.

E forse è proprio questo il modo migliore per ricordarlo: attraverso la musica che amava e che sapeva condividere.

La sua scomparsa arriva improvvisamente e lascia un senso di incredulità difficile da spiegare. Fabio è stato portato via da una malattia terribile, ma quello che rimane non è la malattia. Rimane una persona che ha dedicato una parte importante della propria vita alla musica, ai dj set, alla radio e a quel mondo fatto di club, piste da ballo e ricerca musicale. Rimane la sua voce, rimangono i suoi mix, rimangono i brani che ha scelto e, soprattutto, rimane il ricordo di chi lo ha conosciuto.

Perché alla fine un dj non vive soltanto nelle serate che ha suonato. Vive nelle persone che ha fatto ballare, nei brani che ha fatto riscoprire, nelle conversazioni nate parlando di musica e nelle emozioni che è riuscito a trasmettere.

Fabio Maserati lascia proprio questo: una grande quantità di musica e un altrettanto grande patrimonio umano. E per chi ha avuto la fortuna di incontrarlo, anche solo per un periodo breve, resta la sensazione di aver conosciuto una persona capace di trasformare una semplice passione in qualcosa da condividere con gli altri.

La musica continuerà a suonare. E ogni volta che partirà un vecchio disco dance, un pezzo house o uno dei suoi mix, sarà impossibile non pensare a lui. Perché alcune persone, anche quando se ne vanno, continuano a farsi sentire. Basta premere play.