RADIO UAU (R)_4267x4267

Rolling Stones, l’eterna giovinezza del rock

Di Bellotti Gabriele

 

Ogni volta che i Rolling Stones annunciano un nuovo album, la reazione è sempre la stessa: stupore. Non perché la loro musica abbia perso forza o rilevanza, ma perché riesce ancora oggi a sorprendere il fatto che una band nata nei primi anni Sessanta continui a produrre nuova musica con l’energia e la determinazione degli esordi.

Con l’uscita di Foreign Tongues, il gruppo guidato da Mick Jagger e Keith Richards aggiunge un nuovo capitolo a una delle storie più straordinarie della musica contemporanea. A oltre sessant’anni dalla loro nascita artistica, gli Stones continuano a dimostrare che il rock non è soltanto una questione anagrafica, ma soprattutto un’attitudine mentale. Il nuovo lavoro conferma la volontà della band di non vivere esclusivamente dei successi del passato, ma di continuare a scrivere, sperimentare e confrontarsi con il presente.

In un’epoca in cui molti artisti si limitano a celebrare la propria storia attraverso raccolte e tournée nostalgiche, i Rolling Stones continuano invece a guardare avanti. È forse questo il segreto della loro longevità: non considerarsi mai un monumento da conservare, ma una band ancora in attività.

Naturalmente il tempo passa per tutti. Mick Jagger ha superato gli ottant’anni, Keith Richards convive da tempo con problemi fisici e Ronnie Wood continua a essere uno degli ultimi testimoni di una stagione irripetibile della musica mondiale. Eppure basta osservare le loro apparizioni pubbliche o ascoltare le nuove registrazioni per capire come la passione rimanga intatta. Keith Richards stesso ha recentemente dichiarato che ciò che conta è continuare a divertirsi facendo musica, una filosofia che sembra aver accompagnato il gruppo lungo tutta la sua carriera.

Ma il fenomeno Rolling Stones va oltre la musica. Poche band nella storia sono riuscite a mettere d’accordo così tante generazioni. Ai loro concerti si incontrano spesso nonni, figli e nipoti. Chi li ha scoperti negli anni Sessanta condivide la stessa emozione di chi li ascolta oggi attraverso le piattaforme digitali. Le loro canzoni attraversano le epoche senza perdere identità, diventando una sorta di linguaggio comune tra persone nate a decenni di distanza l’una dall’altra.

Anche per questo ogni notizia riguardante un possibile tour continua a suscitare enorme interesse in tutto il mondo. Sebbene i progetti di una grande tournée siano stati rallentati negli ultimi mesi, il semplice fatto che milioni di persone attendano ancora un loro ritorno sul palco racconta meglio di qualsiasi statistica la dimensione del fenomeno Rolling Stones.

La loro storia è fatta di successi, cambiamenti, eccessi, tragedie e rinascite. Hanno attraversato rivoluzioni musicali, trasformazioni tecnologiche e mutamenti sociali restando sempre riconoscibili. Nel frattempo intere generazioni di artisti sono nate, cresciute e diventate leggenda a loro volta.

Eppure gli Stones sono ancora qui.

Forse è proprio questa la loro più grande lezione: la professionalità, la dedizione e l’amore per la musica possono trasformare una band in qualcosa di molto più grande di un semplice gruppo rock. Possono trasformarla in un simbolo capace di attraversare il tempo.

Più che una band, i Rolling Stones sono ormai un patrimonio della cultura popolare mondiale. E ogni nuovo disco, ogni apparizione pubblica e ogni progetto futuro ci ricordano che certe leggende non smettono mai davvero di camminare. Continuano semplicemente a farlo seguendo il ritmo della propria musica.